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Storia

Ultima modifica 6 dicembre 2017

L’abitato di Valfenera sorge all’estremo limite occidentale della Provincia di Asti, confina direttamente con le Province di Cuneo e di Torino e rappresenta una delle porte del Basso Monferrato; anche il suo antico nome di Vallis Finaria è riconducibile all’ubicazione di confine tra la pianura torinese e le colline artigiane. L’importanza strategica di questo territorio, abitato in epoca romana e, con grande probabilità, già precedentemente da popoli Celto-liguri, è testimoniata da numerosi ritrovamenti archeologici. Storicamente terra di confine fu teatro di cruente battaglie, mentre la dominazione sulla pianura padana passò ai Longobardi e ai Franchi; Valfenera fu costituita in feudo al principio del X secolo e assegnato a Sigiberto; verso il Mille passò all’abbazia di Nonantola; nel 1041 il territorio di Valfenera venne donato all’imperatore Enrico III il quale la diede in dono al Vescovo di Asti; il feudo di Valfenera passò poi alla famiglia dei Gorzano, i quali, sotto la guida dei Marchesi di Saluzzo, fecero erigere intorno al 1200 un castello difensivo laddove oggi è la piazza T. Villa. L’abitato, estremo baluardo del Marchesato e fino al XIV secolo situato intorno all’antica Chiesa di S.Pietro, in questi secoli fu trasferito per ragioni difensive verso occidente, nell’ubicazione che tuttora mantiene, in seguito alla fondazione voluta dagli Astesi del centro fortificato di Villanova (1248).

La proprietà del feudo di Valfenera passò alle più influenti famiglie, ai Brizio (1135), ai Cavazzoni (1280), agli Isnardi de Castello (1325) giungendo nel 1437 ai Mazzetti, che per primi ebbero il titolo di ‘Conti’ di Valfenera; ultimi Signori del luogo furono i Muratore (1545), Giulio Cesare Benso (1600), antenato del grande statista Camillo, i Nomis  (1630), donatori alla comunità dell’attuale Chiesa parrocchiale, e i Morozzo della Rocca (1773), la cui stirpe si estinse solo nel 1912 con la morte della Marchesa Carolina. Teatro di guerra tra francesi e spagnoli, il paese fu sottoposto nei secoli XVI e XVII a violenti saccheggi e completamente raso al suolo nel 1557 dalle truppe del generale Brissac. 

Nell’800 Valfenera, sviluppatasi soprattutto dal punto di vista agricolo e artigiale, conobbe un periodo di benessere e prosperità grazie anche all’attività della Filanda di seta e all’impegno di valfeneresi illustri quali Tommaso Villa(1833-1915) Deputato per 44 anni, Presidente della Camera dei Deputati, Ministro di Stato e Senatore del regno, e il Conte dott. Giovanni Quirico (1859-1946) medico personale di Umberto I e di Vittorio Emanuele III.  Nelle due guerre mondiali Valfenera diede un importante contributo di suoi figli caduti, tra i quali ricordiamo Gino Berardi, medaglia d’oro al valor militare, il pilota Natale Fiorito, medaglia d’argento e Lisa Melchiorre, decorato con la croce di guerra, cui peraltro sono dedicate tre vie. In seguito all’8 settembre il paese fu teatro di scontri tra esercito tedesco e formazioni partigiane; in frazione Villata infatti si insediò la Brigata GL ‘Domenico Tamietti’ uno dei primi nuclei partigiani, guidata dal comandante Giovanni Scagliola, detto ‘Piero’.